Nell’anno appena entrato 2021 la Pordenone Design Week ( PDW) celebra il suo decimo anniversario di vita.

Ieri una trentina scarsa di studenti, una esigua manciata di docenti, con l’aiuto di uno o due professionisti locali, hanno dato vita ad una scommessa assolutamente pioneristica che avrebbe aiutato a cambiare la fisionomia di un intero territorio specie nel suo aspetto imprenditoriale-industriale, ed i cui effetti si capiranno meglio nel futuro. La matrice culturale di questa esperienza era e rimane semplice: in analogia a quanto accadeva in alcune realtà di punta del mondo universitario europeo, anche nella città di Pordenone si stava creando un evento chiave nella storia del design e dell’industria. Una facoltà di design plurititolata, per una settimana si metteva ufficialmente a disposizione pro bono di un territorio industriale importante ma in piena crisi economica, concettuale e di sistema, offrendo il proprio know-how per contribuire, ovviamente per la propria parte, ad uscire dalla crisi. Mai idea fu più azzeccata di questa, e per gli ingredienti e per il momento storico!!

Successivamente, molti anni dopo capimmo che quanto facevamo in modo assolutamente spontaneo era parte di un movimento internazionale, non ufficiale ma operativo e non ancora consacrato dai media denominato “Collaborative knowledge, collaborative University”, una sorta di attività del terzo settore ancor più mirata e smart. Avevamo visto giusto. Il tutto era sorretto da un ragionamento che più o meno funzionava così: oggi 2011 tutto è già cambiato, tutto è in rapida evoluzione, il sapere la scienza l’arte la progettazione, la fabbrica, tutto è sottoposto a delle drastiche revisioni procedurali e, in ossequio alla apparizione conclamata delle società cosiddette “complesse”, tutto diventa incerto e instabile, tutto è oggetto di un enorme processo di rinegoziazione e cambiamento, e in definitiva, come ciclicamente accade nella vita, molto semplicemente: tutto cambia, e dall’aria che tirava ci sembrava che sarebbe cambiato per sempre.

Abbiamo pensato che questo fosse esattamente il periodo migliore per sperimentare, innovare e creare. Tutto in questo momento storico ci parla di un passaggio dal formale all’informale e viceversa, con la frequenza del battito cardiaco tutto ci parla della nuova cultura digitale, tutto ci parla di un cambiamento enorme nei comportamenti delle persone, a cominciare dalla celeberrima società liquida e così via. Tutto ci spinge a prendere coscienza del drammatico tema della sostenibilità. Per chi lavoreremo domani? Per chi produrremo domani? E poi … in fine che “cosa” progetteremo e produrremo, domani? Fu così che una scuola, ISIA di Roma, sostenuta dai suoi organi direttivi e con l’entusiasmo dei docenti e degli studenti, sotto la lucida cabina di regia del suo coordinatore di allora, ideatore dell’evento, mise a disposizione della città il proprio patrimonio metodologico ed espressivo, mutuato dagli studenti di Pordenone rivelatisi interpreti eccellenti, devoluto alle aziende e alle istituzioni, a cominciare dalle  amministrazioni comunali, onde generare un valore di tipo nuovo, una nuova speranza, una ventata di ottimismo, e una sferzata di nuova cultura progettuale messa a disposizione di qualunque azienda del territorio fosse stata disponibile a tentare una strada nuova.

In Italia esistono decine di design week alcune molto famose come Milano, altre magari molto meno, ma non sta lì la novità, la novità sta che questa Des Week sposta il focus motivazionale dal talento del designer alle criticità di una città, dalla celebrazione del design e del suo ruolo professionale, alla registrazione di una crisi totale nel mondo e alla voglia di misurarsi e di superarla assieme, vedi l’agenda dell’ONU 2030 e che la Des Week ha sposato in pieno.

La Des Week di Pordenone in definitiva sposta i riflettori dalla figura del designer alle criticità da affrontare e superare attraverso nuove strategie e nuove policy che mettono al centro la collaborazione ( molto scarsamente praticata nel nostro paese)  tra l’area del pensiero ( creativo ) e quella dell’azione ( industriale)

In tal senso tendenzialmente è molto meno narcisa e molto più politica nel senso di una “Polis” colta e autenticamente partecipativa. Oggi la PDW muove oltre trecento persone, decine di aziende, è stata riconosciuta come buona pratica addirittura a Bruxelles dove è stata oggetto di plauso, fa parte di un Forum Internazionale e del Festival Nazionale della Complessità, e soprattutto ciò che più ci preme, mette in contatto studenti e aziende ed è una occasione scatenante per trovare lavoro a molti neolaureati.

Ultima ma non ultima, ha fatto capire meglio il significato di avere in città, a portata di mano, una scuola di Design come ISIA, ossia un alto valore aggiunto.

Da quel 2011 ne è passata di acqua sotto i ponti, ne tento una super sintesi: il progetto PDW è stato proposto come “Best Practice” alle giornate europee del design ERRIN, ed è arrivato nientemeno che terzo dietro votazione di decine e decine di Regioni Europee, un successo inatteso e non predicibile. Siamo stati invitati ben due volte alla fiera tematica internazionale delle Smart City di Barcellona, portando il nome di Pordenone in mezza Europa, abbiamo creato un forum internazionale sulle Small City con l’Ars Electronica Center di Linz un gigante dell’arte e della ricerca elettronica che è stato nostro ospite ed ora è addirittura partner. In tutte queste circostanze abbiamo sempre coinvolto in modo rispettoso e consapevole il Territorio nelle sue strutture più eminenti e rappresentative: l’Unione Industriali, oggi Confindustria Alto Adriatico, inclusa la sua componente giovanile, il Polo Tecnologico Andrea Galvani, il dipartimento CMTI della università di Udine ed il Consorzio Universitario senza la cui collaborazione nulla sarebbe mai stato possibile. Abbiamo interagito con tantissime aziende, dai coltellinai di Maniago all’Electrolux Italia ed alla Fincantieri, tutte realtà da cui abbiamo imparato molto, abbiamo dato vita a convegni internazionali con stelle di prima grandezza nella scena culturale, e siamo così arrivati, con tanta fatica superando molti equivoci e molto apprendistato, vedi anche la recentissima PDW interamente On Line, a questo appuntamento decennale che scatta l’8 marzo.

Oggi abbiamo un comitato scientifico della PDW di caratura eccezionale e di spessore scientifico culturale internazionale, che ci aiuterà a progettare la design week del prossimo decennio, una design week che inevitabilmente seguirà il salto di scala che ha compiuto il sistema industriale attraverso la illuminata innovativa e geniale creazione di grandi macro aree industriali che superano il concetto di provincia e di campanile. Attraverso la PDW raramente un territorio potrebbe essere celebrato meglio, con più passione, intelligenza e spirito collaborativo, e raramente un territorio potrebbe essere coinvolto con altrettanto affetto e rispetto. Le collaborazioni congiunte con gli istituti tecnici, i Licei, le istituzioni formative storiche, e l’associazionismo cittadino storico, si moltiplicano, ed infine c’è stato un notevole quanto ossigenante scambio fra la PDW e il sistema industriale tramite una dialettica importante e fattiva. La PDW ha sicuramente portato al territorio di Pordenone un valore aggiunto tale, i cui risvolti, benché già oggi rilevanti come la stessa Regione FVG ci riconosce, si capiranno veramente bene negli anni a venire. Al tempo stesso ISIA ha immagazzinato una esperienza tale grazie al territorio che l’ha messa in condizione di capire molte cose importanti di cui sarà impossibile dimenticarsi.

Nel ringraziare sinceramente tutti gli amici, e sono molti: l’attuale amministrazione comunale le istituzioni regionali, friulane in genere, le molte persone, la camera di commercio, i molti enti che nel cammino hanno collaborato portando il loro preziosissimo aiuto, si annuncia una nuova stagione di progetti, volti a rendere stabile questa esperienza tramite la creazione di una Pordenone “Città del Design dell’Alto Adriatico”.

Progetto ambizioso ma quanto mai necessario sia per generare la cultura necessaria al sistema produttivo, sia per dare visibilità ad un territorio che lo merita ampiamente, che per segnalare agli importanti network internazionali che lavorano sulle stesse tematiche, l’esistenza di un piccolo hub nel nord est che contribuisce per la sua parte al superamento delle stesse enormi criticità attraverso la cultura, accanto a tutto quello che il Sistema Pordenone guidato dall’Amministrazione Comunale, fa già di suo, a rimodellare un territorio che sta lentamente ma vittoriosamente uscendo da una violenta crisi economica mondiale a cui con orgoglio e intelligenza ha saputo dare risposta senza perdersi troppo in lamenti.

Buona decima Pordenone Design Week !! Buon lavoro !!

 

Giuseppe Marinelli De Marco

Ideatore e Direttore

Scientifico della PDW